Termina l’Expo di Astana, eccola in pillole

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Con la consueta cerimonia di chiusura che spazia tra musiche ritmate, discorsi di augurio per il futuro, e tanti spettacolari fuochi d’artificio si è chiusa la manifestazione internazionale dell’Expo di Astana, capitale del Kazakistan. Quest’anno all’Expo internazionale la parola d’ordine era Energia, si con la E maiuscola. L’Energia è infatti il primo vero mezzo con il quale potremo cercare di cambiare in meglio il nostro mondo, cercare di sradicare vecchie forme di sfruttamento e riconvertire appunto il modo in cui otteniamo risorse per il nostro sostentamento con regimi più equilibrati, e in questo caso rinnovabili.

Buono il successo del pubblico, molto partecipe e incline a nuove iniziative, per lo più da notare che si tratta di un pubblico interno, kazako quindi, poco male però benché la diffusione di nozioni e informazioni, non sono mai tema limitante in alcun caso.

Nota negativa dello stand italiano che si posiziona tra quei padiglioni mediocri incapaci di stupire, eppure considerato il nostro patrimonio è strano che ciò avvenga. Specialmente se si considera il nostro passato “energetico” con i grandi Da Vinci e Volta, si capisce quanto di freddo nello stand si sia avvertito. Poco coinvolgente lo stand ad effetto agenzia di viaggi. Comunque rassicuranti le parole di Valentina Pomatico GM del padiglione Italia che afferma l’avvenuto successo di instaurazioni in termini di accordi nazionali con diverse realtà locali. L’Italia secondo sempre la general manager ha dato il suo meglio soprattutto con la giornata nazionale, organizzata a turno tra i diversi paesi.

Sicuramente meglio i cugini austriaci e tedeschi che hanno registrato boom di presenze e apprezzamenti , i primi tra questi in particolare hanno attirato molti investitori con l’idea della palestra totalmente ad energia cinetica al grido di “Future Energy is you” (trad. l’Energia del futuro sei tu), riscuotendo successo anche e soprattutto tra i “teenagers” 2.0.

Tra i partecipanti spicca il nome della Città del Vaticano.

Con la fine dell’Expo ci abbandoniamo alla consapevolezza che pensare al Kazakistan come meta turistica è possibile anche per chi non conta su un capitale immenso da grande investitore, qui dove il suolo ha permesso la crescita di uno stato tanto rapida e appariscente, si capisce come il valore dell’energia sia alto, questione di sopravvivenza e priorità. Ancora ostico è il percorso che scioglierà la benda europea su paesi asiatici come il Kazakistan, che molti probabilmente non sanno nemmeno bene dove sia.

Astana 2017 rappresenta comunque un ottimo contenitore di informazioni importanti che preservano il futuro, il nostro futuro e quello delle generazioni che ci seguiranno, e che ricordano aspetti fondamentali della nostra esistenza, ma anche e soprattutto la duttilità di fondo dell’essere umano, capace di grande adattamento, proprietà che potrebbe tornarci comoda nell’immediato futuro, quando le energie rinnovabili non saranno più considerate “un’aggiunta”; ma un concreto bisogno.

Editor: Michael Singleton

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