“Tarzan” che si lancia con la liana e non trova più alberi

 

C’era una volta un bambino di nome Tarzan, cresciuto insieme agli scimpanzé e agli animali della foresta pluviale. Ogni giorno, per spostarsi, si lanciava da un albero all’altro ‘volando’ aggrappato alle liane. Ad un tratto, gli uomini delle città hanno iniziato a tagliare gli alberi per ricavarne la carta, quella che usiamo per disegnare, stampare, incartare, e il povero Tarzan si è ritrovato senza più liane ed alberi a cui aggrapparsi. Una vera tragedia colpa dell’uomo che sta distruggendo il polmone verde del mondo. Tornerà Tarzan, con il nostro aiuto, a volare tra gli alberi?

 

Riciclare la carta è diventato un obbligo morale per salvaguardare il pianeta. Si stima che, solo in Italia, il consumo procapite di carta sia tra i più alti del mondo: circa 200 kilogrammi, cioè 80 risme di A4. Questo vuol dire che una famiglia tipo di 4 persone ‘consuma’ almeno 2 alberi ogni anno. Secondo una stima del WWF da un pino di diametro medio e alto 15 metri si ricava un metro cubo di legno, che secondo questi calcoli si traduce in 159 risme di carta, ossia 79.500 fogli. Pertanto, per far sì che non si proceda ad ulteriori disboscamenti che danneggiano l’ecosistema è necessario praticare il riuso della carta. Ad esempio, quella comunemente utilizzata per le stampanti, una volta riciclata, ha una resa che varia tra l’80 e il 90%. Ciò significa che 100 fogli di carta nuova, se trattati in modo opportuno, consentono di ottenere 80-90 fogli da riusare. Tradotto in alberi, vuol dire che 200-220 risme di carta riciclata equivalgono al salvataggio di una pianta.

Il riciclo della carta inizia con una raccolta differenziata consapevole ed efficace, che consente di prolungare la vita della cellulosa. Dunque, una volta raccolta, la carta riciclata è sottoposta a un processo di selezione per ottenere altra carta, cartone o fibre di cellulosa da impiegare nella bioedilizia. Questo consente di contrastare l’impatto ambientale ed economico:

  • riduzione dell’uso di fibra vergine e delle emissioni legate alla sua produzione;
  • meno emissioni correlate ai consumi elettrici e idrici;
  • diminuzione delle quantità di rifiuti conferiti in discarica.