Prevenzione per le mamme: il monitoraggio cardiotocografico, cos’è?
Noi di Road to Green 2020 ormai lo sapete, amiamo informarmi anche con notizie che riguardano la salute ed il benessere della persona, mantenendo sempre una particolare attenzione a tutto ciò che riguarda il rispetto non solo dell’ambiente, ma anche della vita.
Per questo, sta volta ci concentreremo su un argomento che riguarda principalmente le future mamme: il monitoraggio cardiotocografico.
Quest’esame si effettua intorno alla 27esima settimana per valutare lo stato del feto e registrare delle possibili contrazioni comparse nella gestante. Solitamente viene effettuato anche in fase di travaglio per verificare se procedere con un parto cesareo.
Simpaticamente chiamato anche “non stress test” il monitoraggio cardiotocografico è un esame assolutamente non invasivo che non procura alcun tipo di problema alla mamma o al bambino, e serve appunto per una verifica sullo stato di salute del feto e la valutazione dell’attività contrattile.
In genere l’esame serve come prova all’ostetrico o al ginecologo per capire se sia necessario velocizzare i tempi del travaglio o addirittura, in altri casi più delicati, decidere di effettuare un cesareo.
Nell’ipotetico caso in cui il monitoraggio venga effettuato in caso di travaglio la durata dell’esame sarà maggiore rispetto ad una situazione più tranquilla. Viene ripetuto con un’attenzione particolare allo stato clinico della paziente, anche ad intervalli di un’ora. Teniamo presente che questo tipo di monitoraggio, ha una durata di 20 minuti circa.
Il monitoraggio cardiotocografico, come abbiamo già sottolineato prima è un esame assolutamente non invasivo, che aiuta le future mamme a capire la condizione del loro bambino prima dell’arrivo.
La prevenzione è un passaggio fondamentale, specialmente per argomenti delicati come la nascita di un bimbo e la salute della mamma.
Dove farlo e quanto costa?
Si effettua tramite cliniche o in ospedali specializzati in ginecologia e ostetricia. Solitamente è consigliabile prenotarlo presso la struttura, pubblica o privata che scelta per partorire. Per il costo solitamente si va dai 15 ai 40 euro, dipende dall’azienda sanitaria. Ma attenzione, perchè il monitoraggio cardiotocografico dovrebbe rientrare tra gli esami obbligatori richiesti in gravidanza, perciò si può richiedere l’esenzione.
Editor: Francesca Giannunzio
Scrivi un commento