L’orso non è invitato. Un libro che racconta come l’uomo distrugge la biodiversità

Il libro di Gabriele Bertacchini su animali, uomo e la scomparsa della biodiversità sulla Terra. Con il patrocinio di Animalisti Onlus e LAV

 

Un libro che parla dell’importanza della biodiversità e di come alcuni comportamenti dell’uomo possano mettere a rischio la sopravvivenza di moltissime specie animali e vegetali

L’orso non è invitato – gli animali, l’uomo, la scomparsa della biodiversità sulla Terra” è un libro che fa riflettere, scritto da Gabriele Bertacchini, naturalista e fondatore di AmBios, con introduzione di Davide Celli, che, per il suo valore ha ottenuto il patrocinio di Animalisti Onlus e LAV. Il libro, in libreria dal 9 luglio 2020, è pubblicato con Infinito Edizioni.

 

Orso bruno, lupo, balena, rinoceronte. Animali meravigliosi, accomunati dal fatto che la sopravvivenza della loro specie è oggi minacciata dalla mano dell’essere umano.

Il libro è un vero e proprio viaggio nel mondo animale, per comprendere cosa significhi davvero biodiversità e il valore che questa rappresenta. Sono i nostri comportamenti la più grande minaccia per l’ambiente, ed è solo cambiando il nostro modo di pensare che potremo scongiurare il pericolo.

La bellezza della vita che ancora esiste è il punto di partenza da cui farsi prendere per mano per trovare delle risposte efficaci alla crisi ambientale che minaccia la Terra.

 

L'orso non è invitato. Come l'uomo distrugge la biodiversità

Gabriele Bertacchini

 

Intervista a Gabriele Bertacchini, autore di “L’orso non è invitato – gli animali, l’uomo, la scomparsa della biodiversità sulla Terra” 

Perché hai deciso di scrivere questo libro?

Per cercare di fare conoscere diverse storie legate ai nostri modi di pensare e di agire ed indurre ad una riflessione consapevole in merito alla posizione dell’uomo all’interno del territorio che lo ospita. Mi occupo di comunicazione ambientale e i libri, ancora oggi, penso siano i contenitori delle idee. Aiutano a fare conoscere quanto non è sempre visibile sotto casa.

L'orso non è invitato. Come l'uomo distrugge la biodiversità

Quale, tra gli avvenimenti riportati nel libro, legati alle minacce per l’ambiente ti ha colpito di più?

Per cercare di fare conoscere diverse storie legate ai nostri modi di pensare e di agire ed indurre ad una riflessione consapevole in merito alla posizione dell’uomo all’interno del territorio che lo ospita. Mi occupo di comunicazione ambientale e i libri, ancora oggi, penso siano i contenitori delle idee. Aiutano a fare conoscere quanto non è sempre visibile sotto casa.

Il comportamento dell’essere umano è, purtroppo, spesso irrispettoso delle altre forme di vita, ma qualcosa sta cambiando. Ti senti ottimista a riguardo? Di cosa c’è bisogno, secondo te, affinché avvenga una vera e propria rivoluzione green?

Di certo, se ne parla. Almeno per mezzo di manifestazioni o di progetti di educazione ambientale rivolti ad un pubblico scolastico. Troppo spesso, tuttavia, le buone intenzioni si scontrano con un modello di sviluppo che abbiamo creato e dal quale non è semplice uscire.

Il mio ottimismo è legato alla speranza che l’uomo, prima o poi – spero prima, in quanto altrimenti le cose potrebbero farsi davvero preoccupanti – possa comprendere come il mondo che ha costruito, fatto di consumi continui, sia di fatto “irreale ed illusorio” e non porti ad una reale felicità o benessere mentale.

Penso ci sia bisogno di maggiore consapevolezza, ovvero di pensare a come dietro ad ogni singolo gesto e comportamento si possa nascondere un impatto nei confronti di quanto abbiamo intorno.

È intuitivo comprendere come la perdita di biodiversità possa verificarsi a seguito di una pressione diretta (come il caso delle tigri), più sottile e rendersi conto di come ciò possa avvenire a seguito di azioni indirette che avvengono lontano dai luoghi in cui si può vedere l’effetto, pensiamo ad una temperatura in casa troppo alta in casa nel cuore dell’inverno o a un giro in macchina superfluo che può incidere sulla popolazioni di orsi polari dell’Artico.