Gli Oscar per la Solidarietà, quando prendersi cura delle persone diventa la forma più autentica di sostenibilità
Alla Link Università di Roma la seconda edizione dell’evento promosso dalla Fondazione Prometeus ETS. Una serata dedicata alla ricerca oncologica, alla qualità della vita delle donne operate al seno e al valore di una comunità che mette al centro la persona.
La solidarietà è una delle forme più autentiche di sostenibilità. Significa prendersi cura delle persone, costruire relazioni, generare valore e restituire speranza. È con questo spirito che abbiamo partecipato alla seconda edizione degli “Oscar per la Solidarietà”, l’evento promosso dalla Fondazione Prometeus ETS presso la Link Università di Roma, dedicato alla ricerca oncologica e al miglioramento della qualità della vita delle donne operate al seno.
Una serata intensa, condotta da Giglia Marra e impreziosita dalla presenza della madrina Pamela Villoresi e dell’ospite speciale Federico Zampaglione, capace di unire istituzioni, medici, professionisti, rappresentanti del mondo della cultura e della società civile attorno a un obiettivo comune: ricordare che dietro ogni diagnosi c’è una persona, una famiglia, una storia da accompagnare con competenza, umanità e vicinanza. Tra i saluti istituzionali quelli del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, accanto al presidente della Fondazione Prometeus ETS, professor Lucio Fortunato, al vicepresidente Massimo Farina, al direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata Mauro Minelli, all’imprenditrice Giusy Giambertone e all’avvocato Domenico Vizzone, protagonisti di un impegno condiviso a favore delle pazienti e delle loro famiglie.

Per Road to green parlare di sostenibilità significa anche questo. Significa promuovere una cultura che metta al centro la salute, il benessere, la prevenzione e la qualità della vita. Perché non esiste sviluppo sostenibile senza attenzione alle persone e non esiste futuro senza una società capace di prendersi cura delle proprie fragilità.
In un’epoca in cui la ricerca scientifica continua a compiere passi da gigante, cresce anche la consapevolezza che la guarigione non si misura soltanto nei risultati clinici, ma nella possibilità di restituire dignità, serenità e fiducia a chi affronta un momento difficile.


Gli “Oscar per la Solidarietà” hanno rappresentato un’occasione preziosa per ribadire che la solidarietà non è un gesto straordinario, ma una responsabilità quotidiana. Ed è proprio da qui che nasce il cambiamento: dalla capacità di fare rete, di condividere competenze e di mettere l’essere umano al centro di ogni azione.
La serata ha inoltre rappresentato un ideale passaggio verso il convegno scientifico “Rome Breast 3.0. Qualità di cura e qualità di vita”, in programma il 19 giugno sempre presso la Link Università di Roma, dove alcuni dei più autorevoli specialisti italiani e internazionali si confronteranno sulle nuove frontiere della diagnosi, delle cure e del benessere delle pazienti. Un appuntamento che conferma come ricerca, formazione e attenzione alla persona siano oggi dimensioni inseparabili di una medicina moderna e realmente sostenibile.
Perché la sostenibilità più profonda è quella che lascia un segno nella vita delle persone.

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