Nel secolo di Alibaba e Amazon la spesa potrebbe non essere più come la immaginavamo fino a pochi anni fa. Vediamo cosa cambierà, intanto negli USA l’e-spesa è già realtà.
Sembra crescere il settore di e-mercati, sempre più connessi e all’avanguardia ormai questi tendono a risultare soluzioni sempre più preferite dal pubblico soprattutto quello giovane, quello più “smanettone”.
Non solo una scelta di comodità, indiscutibilmente la vasta varietà di opzioni online spesso ci offre anche il prodotto nuovo ad un prezzo più vantaggioso per le nostre tasche, portandoci prodotti provenienti dall’altra parte del mondo in poco tempo e connettendo piccoli imprenditori di tutto il mondo che decidono di fare delle vendite online il loro principale business.
Gli analisti però non ipotizzano un cambiamento radicale per quanto concerne la scelta soprattutto alimentare del consumatore comune, che comunque preferirà sempre vedere e toccare con mano la qualità del cibo che dovrà poi scegliere se comprare o meno.
In contrapposizione a ciò, vi è da segnalare l’impennata pazzesca per quanto riguarda il Retail 2.0 statunitense che porterebbe a considerare l’e-spesa in un accelerante crescita continua.
Secondo studi di settore resi noti da Nielsen e FMI (Food Marketing Institute) lo scenario sarebbe ancora più netto; con una crescita totale che secondo le stime vedrà la spesa online muovere il 20% del mercato globale nel 2025.
Solo in America se quanto ipotizzato dalle previsioni dovesse concretizzarsi, si avrebbe una soluzione online sicura di un giro d’affari vertiginoso, almeno cento miliardi di dollari, sempre secondo le stime, influenzando quindi il 70% dei consumatori totali americani.
Sebbene il trend in salita non venga confermato per la parte di mercato ritenuta più tradizionalista è ormai innegabile che il futuro dei supermercati potrebbe avere una buona consistenza virtuale. Solo nello scorso anno la ricerca di settore Nielsen-FMI ha evidenziato un aumento delle spese elettroniche pari quasi al 20% rispetto solo al 2014. I big retailer già presenti su mercati americani stanno promuovendo questo tipo di spesa già dai suoi primi albori.

L’e-spesa in Italia riuscirà ad emergere?
Siamo spinti a credere che vi sia ancora da aspettare prima di poter contare su una crescita del valore commerciale per quanto riguarda la compravendita elettronica di cibi e bevande qui in Italia. Il nostro paese di grandi tradizione terrà bene a vedersi dal comprare prodotti virtualmente categorizzati.
Speriamo invece che la creazione di tali mercati non comporti a storcere una preferenza per il biologico e il chilometro zero. Ci auguriamo in un futuro prossimo che bio ed e-spesa possano congiungersi e portare in tutta Italia il valore di un prodotto sano e biologico, ma soprattutto Italiano.
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