Da materiali semplici può nascere qualcosa di assolutamente originale: intervista a Grazia Urbano finalista del contest #roadtogreen 2021

In questa nuova intervista, la finalista del contest #roadtogreen 2021 racconta l’amore per l’ecosistema oceanico con un’opera di riciclo

Quando si tratta di ecologia, il riferimento verte spesso sui cambiamenti climatici: del resto, tifoni devastanti e frammenti di ghiacciai grandi come città che si sgretolano sono le immagini più frequenti nei telegiornali in ogni parte del globo. Tuttavia, l’opinione pubblica non è abbastanza informata sullo stato dei mari, che soffre allo stesso modo a causa dell’innalzamento delle temperature, incrementato dall’effetto serra: basti pensare ai coralli pallidi come cadaveri nelle barriere coralline o ai frammenti di microplastiche che danzano nell’acqua e sono mangiati dai pesci, che finiscono di conseguenza nelle nostre tavole e nel nostro corpo.

Per questo motivo, il progetto di Grazia Urbano La Figlia del mare offre un ottimo spunto di riflessione sulla salute degli oceani, talvolta utilizzati per sbarazzarsi di rifiuti pericolosi, detersivi e materiali plastici. Si tratta di un abito in seta – una fibra naturale dalle sorprendenti proprietà termoisolanti e igieniche – decorato con una cintura di conchiglie marine e reti da pesca; si tratta di un approccio immediato e personale per accogliere questa particolare e delicata realtà nell’ambito della moda, che dato il suo potere comunicativo ha la possibilità di risvegliare le coscienze.

Intervista a Grazia Urbano

Sono Grazia Urbano, stilista emergente pugliese. Mi definisco una persona concreta e attiva, sempre in continua crescita nel settore della moda e sempre pronta nel mettersi alla prova.

Per quale motivo ha scelto una rete da pesca e una cintura di conchiglie per il Suo progetto?

Ho scelto la rete da pesca per dimostrare che con materiali semplici e riciclati si possa ricavare qualcosa di assolutamente originale. La cintura in linea con il tema del mare è fatta di autentiche conchiglie che arricchiscono l’abito con forme e colori differenti.

La seta è il materiale principale del Suo progetto. Che cosa l’ha colpita di questa fibra?

Ho scelto di utilizzare la seta in quanto è un tessuto in fibra naturale, adattabile a qualsiasi stagione, essendo un tessuto dalla proprietà isolante.

Cosa significa per Lei sostenibilità?

Per me la sostenibilità riguarda la ricerca di materiali a ridotto impatto ambientale, il riciclo dei materiali inutilizzati, il rispetto per la natura e il concetto di sviluppo sostenibile, il continuo processo di adattamento e l’uomo stessi. Credo che sia necessario ritrovare la motivazione e capire meglio cosa sia la creatività, dando nuova vita a materiali in disuso. 

Perché ha scelto di partecipare al contest #roadtogreen?

Ho partecipato al contest #roadtogreen, perché credo nella sostenibilità e nel riciclo; spero di aver incuriosito il pubblico con il mio progetto. Mi è piaciuto molto l’aspetto della ricerca e negli abbinamenti dei singoli materiali. Sono stata felice e onorata di aver partecipato al contest Road to Green, perché mi ha dato ha dato la possibilità di mettermi nuovamente alla prova con la mia creatività. Con questo nuovo progetto, in altre parole, ho dato vita a materiali inusuali nell’abbigliamento, come la rete da pesca e le conchiglie, che ho raccolto in spiaggia; ho sempre voluto trovare un modo per arricchire e dare personalità al mio abito, denominato proprio La Figlia del mare.