Quante maschere tradizionali ha il Carnevale italiano!

Da Pulcinella ad Arlecchino, fino a Colombina: il viaggio di Road to Green alla scoperta delle più caratteristiche maschere del Carnevale italiano

 

Arlecchino, Pulcinella, Colombina, Rugantino, Capitan Spaventa, Meo Patacca, Pantalone, Rosaura,  Stenterello… La tradizione italiana è ricca di maschere regionali di Carnevale, ognuna con caratteristiche e origini diverse.

Il Carnevale è, da sempre, uno dei periodi più amati dai bambini, ma non solo. Anche quest’anno, in cui non ci saranno sfilate e mascherate, cerchiamo di non dimenticarci di prendere il meglio da questa festa: cogliamo l’occasione per festeggiare con allegria e spensieratezza, ognuno nel proprio piccolo, in sicurezza e in modo alternativo.

Protagoniste del Carnevale, ovviamente, sono le maschere classiche più conosciute, alle quali ogni anno se ne aggiungono di nuove derivate da film, cartoni animati, fumetti, etc… Ma oggi vogliamo soffermarci proprio su tutte quelle maschere che derivano da tradizioni locali italiane e che, spesso e volentieri, si sono intrecciate con il teatro popolare.

Arlecchino

Con i mille colori del suo vestito, Arlecchino è la maschera caratteristica del Carnevale. Tipico della città di Bergamo, deve il suo abito alla solidarietà dei suoi compagni, che donarono dei pezzi di stoffa alla sua mamma, troppo povera per comprarli, che li cucì tutti insieme realizzando questo costume. Ma non inteneritevi troppo! È un servo svogliato, burlone e scapestrato, sempre pronto a fare brogli e pasticci!

Bartoccio

Nato in Umbria nel 1600, Bartoccio era solito lanciarsi in sottili invettive contro i potenti dell’epoca. Contadino benestante ma rozzo, ignorante ma furbo, indossa un corpetto rosso e soprabito verde

Frappiglia

Maschera tipica del Carnevale abruzzese, Frappiglia è il contadino che riuscì ad ingannare il Diavolo! Il suo elemento distintivo il bastone di Sant’Antonio Abate, autentico amuleto scaccia guai. Nel suo nome è racchiusa l’essenza dell’ospitalità tipica del luogo: “fra” sta per “frate”, mentre “piglia” cioè “prendere”, veniva detto dai padroni di casa agli ospiti e ai pellegrini, offrendo loro cibo e ristoro.

Colombina, Corallina e Rosaura

Non solo uomini! Anche la maschere della commedia dell’arte hanno le loro (piccole) quote rosa. Colombina è sicuramente la più famosa, ma ci sono anche Corallina e Rosaura, tutte veneziane. Le prime due sono maliziose, adulatrici e scaltre, mentre Rosaura rappresenta la donna agiata e benestante.

Farinella

Tipico del Carnevale di Putignano, Farinella indossa un abito che ricorda in parte quello di Arlecchino, in parte quello di un giullare, con tanto di cappello a 3 punte. Il suo nome deriva dalla farina di ceci e orzo tipica del posto.

Capitan Spaventa

Dalla tradizione del Carnevale ligure arriva Capitan Spaventa. È il personaggio più vanaglorioso della commedia dell’arte, un soldato sognatore, colto e di buon senso. Ottimo spadaccino, è sempre pronto a cedere all’amore.

Rugantino e Meo Patacca

Tipiche della Capitale, Rugantino e Meo Patacca incarnano il bulletto romano. Provocatori e irriverenti, raccontano una Roma ormai scomparsa. Negli anni, Rugantino ha perso parte della sua arriganza, assumendo caratteristiche più inclini alla giustizia ed alla solidarietà.

Mamuthones

Tipici del Carnevale di Mamoiada, comune sardo della provincia di Nuoro, i Mamuthones sono maschere antichissime, di cui ancora oggi ignoriamo il vero significato. Vestiti di pelli di pecora nera, indossano una maschera scusa sul volto e campanacci sulla schiena.

Pulcinella

Tipica della tradizione napoletana, è tra i personaggi italiani più noti ed amati al mondo. Servo furbetto, si adatta a molteplici ruoli tra i vicoli napoletani, dal pizzaiolo al mercante, pur di tirar su qualche spicciolo. Ma attenzione! È un truffatore e ciarlatano, he non si fa troppi scrupoli ad ingannare il prossimo.

Stenterello

Con il nome Stenterello nel dialetto fiorentino si usava indicare l’uomo mingherlino, che sembrava essere cresciuto a stento. Tradito dalla moglie, è un servo chiacchierone e ingegnoso, impulsivo e timoroso al contempo. Incarna la rappresentazione del popolano fiorentino settecentesco, che affronta le difficoltà sempre con il sorriso

Pantalone

Pantalone è una delle maschere tipiche del Carnevale veneziano. Un mercante molto ricco, ma altrettanto avaro, finge di essere più povero per pagare meno i suoi servi. Ha il vizio di intromettersi in discussioni che non lo riguardano, cercando di affermare il suo parere e sputare sentenze per sembrare autorevole e potente, ma finisce sempre con l’avere la peggio.

Gianduja

Tipico della tradizione di Torino, proprio come l’omonimo cioccolato, indossa una giacca marrone con un panciotto giallo bordato di rosso, pantaloni marroni, calze rosse e la tipica parrucca con il codino e il cappello a tricorno. Incarna il caratteristico spirito piemontese: gioviale, ospitale e sorridente. È un gentiluomo generoso, amante del buon vino.