3 alberi di 20 mt salvati ogni tonnellata di carta riciclata. Al Forum di Road to green 2020, idee e buone prassi per costruire un futuro migliore

Messa a dimora di alberi, miglior conoscenza dei rifiuti e maggior recupero delle materie. Aziende e istituzioni a confronto sul tema della sostenibilità. Premiati anche i migliori lavori del contest #roadtogreen

 

 

Possiamo rinunciare a molte cose, ma non agli alberi, che sono fonte di ossigeno per ogni forma di vita. Così Barbara Molinario, Presidente Road to green 2020, ha aperto i lavori dell’edizione 2022 del Forum La città del futuro, organizzato ogni anno dall’associazione per parlare di sostenibilità portando esempi ed idee concrete.

 

Quest’anno l’evento è stato ospitato nell’ambito della manifestazione culturale “Racconto di una vita da Corsaro. Pier Paolo Pasolini”, organizzata da DBG Management & Consulting e finanziata dal Municipio IV – Direzione Socio-Educativa.

 

A portare i saluti del Municipio e del suo presidente Massimiliano Umberti, sono stati Maurizio Rossi, Assessore alla cultura, e Federica Desideri, Assessora alle politiche ambientali.

 

Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020

 

Della tutela degli alberi cittadini, e di come questi dovrebbero essere curati anziché abbattuti, ha parlato Andrea Santacroce, Agronomo Arboricoltore BeeAgro Studio: “Oggi, finalmente, le amministrazioni pubbliche stanno prendendo nella giusta considerazione la cura e la tutela del verde pubblico, al punto che l’80% delle mie consulenze sono proprio con PA. È più semplice scegliere di abbattere un albero che prendersene cura, ma la strada più facile non è sempre la migliore. Per tutelare un albero, la prima cosa è monitorarne stato di salute nel corso del tempo, programmando da subito la valutazione di stabilità nel tempo, e dividendo l’area in zone di rischio maggiore o minore. Questo permette anche di allocare al meglio le risorse economiche, che sono sempre scarse, indirizzandole dove c’è più bisogno. L’obiettivo deve essere recuperare e salvare, ma anche conoscere. Ad esempio, la maggior parte delle potature ai pini di Roma vengono fatte male, e questo crea uno squilibrio biomeccanico, che ne aumenta la tendenza alla caduta, così come il fatto di fare qualsiasi tipo di attività nei pressi del tronco”.

 

Tutelare gli alberi riducendo il loro abbattimento, in quanto sono fonte di vita grazie alla produzione di ossigeno, casa per molti animali, ma anche elemento indispensabile per la tenuta del terreno, evitando frane ed alterazione dell’ecosistema. Per farlo senza rinunciare all’utilizzo di carta, così importante nella nostra società, l’unica via è quello di privilegiare carta ottenuta dal recupero di fibre che vengono riciclate. Il valore del recupero della carta è stato spiegato da Francesco Sicilia, Direttore Generale UNIRIMA: “Per ogni tonnellata di carta riciclata, risparmiamo emissioni di CO2, consumo di energia e, ovviamente, l’uso di fibre vergini derivanti dagli alberi. La vera rivoluzione oggi è cercare di cambiare i processi di produzione in favore di un’economia circolare. Recuperare materie prima dai nostri scarti per dare loro nuova vita è l’unico modo per ridurne il consumo, ed è una cosa che va fatta subito. Lo scorso 15 maggio è stato l’Overshoot day 2022 per l’Italia: il giorno in cui, se tutti i Paesi consumassero come noi, avremmo finito le risorse che il pianeta riesce a rigenerare nel corso di un anno. Dobbiamo lottare affinché l’economia circolare diventi il centro di tutto, ma è un percorso difficile, perché occorre cambiare modelli produttivi tipici dell’economia lineare”.

 

Cercare di produrre meno rifiuti possibile e recuperare le materie prime sono le cose da fare per allontanare il cosiddetto punto di non ritorno. A illustrarne la filiera è stato Luigi Lettieri, Amministratore Ricicla Centro Italia S.r.l.: “Fare la raccolta differenziata è importante, ma serve a poco se non ci sono impianti in cui portare i rifiuti. Ciò che finisce nei cassonetti è un po’ lo specchio delle abitudini della società. Se un tempo la maggior parte della carta recuperata era rappresentata da giornali e quotidiani, oggi la crescita dell’e-commerce ha aumentato a dismisura l’utilizzo di scatole per l’imballaggio. Oggi questo tipo di rifiuti rappresentano circa il 45% del volume totale di quelli che recuperiamo. Siamo tutti concordi sul fatto che la miglior forma di riciclo dei rifiuti sia quella di non produrli affatto, ma, se ci sono, dobbiamo imparare a gestirli in modo ecosostenibile e sappiamo bene che i rifiuti sono più sicuri negli impianti che lungo le strade o bruciati nelle campagne. Ecco perché gli impianti che riciclano vanno sostenuti e non osteggiati”.

 

La questione della produzione e del recupero dei rifiuti è estremamente complessa e talvolta sembra impossibile riuscire a venirne a capo. Eppure, in alcuni casi è stato realizzato un vero e proprio cambiamento culturale tra i cittadini, anche grazie alla sinergia tra le amministrazioni locali e i tecnici. Uno di questi casi è sicuramente il comune di Tivoli, a due passi da Roma, che conta oggi circa 57 mila abitanti e l’81% della raccolta differenziata, ben al di sopra della media nazionale e regionale. Qui ASA Spa Azienda Speciale Ambiente Tivoli ha realizzato una vera e propria rivoluzione, fatta di piccoli e grandi cambiamenti. L’ultimo è la produzione di porta cicche di sigaretta portatili, per contrastare il littering, che verranno distribuiti da 8 tabaccai del territorio ai loro clienti fumatori. Un lavoro, quello di sensibilizzare alle best practices, che sta dando molti frutti, come illustrato dal suo Amministratore Francesco Girardi: “Ogni anno, grazie al riciclo di carta e cartone, a Tivoli salviamo 7 mila alberi. Ma è importante che questo processo di recupero venga fatto in Italia, sia per generare ricchezza e lavoro, che finalmente nascono anche nel nostro paese, sia perché il processo viene realizzato seguendo prassi industriali e sociali rispettose dell’ambiente. In Italia, infatti, gli impianti lavorano seguendo le nostre leggi in materia sindacale e i vincoli di tutela ambientale, evitando che il processo impatti in modo eccessivo. Trattare i rifiuti sul luogo di produzione rende le materie prime immediatamente disponibili riducendo e azzerando le distanze tra produttori e impianti. Tutto questo rende l’economia circolare un modello davvero sostenibile e capace di futuro”.

 

L’economia circolare non è solo qualcosa con cui migliorare la propria immagine, ma quando attuata in modo virtuoso, diventa un approccio aziendale valido, che può aiutare la crescita del business. A confermarlo, Lara Botta, Vicepresidente di Botta EcoPackaging, che ha parlato di come sia nata la loro idea di specializzarsi in imballaggi sostenibili realizzati in carta: “Cercare sempre di innovarsi è importante, e il lockdown e la crescita del volume di vendite online stava cambiando le esigenze dei nostri clienti.Un esempio è una nota catena di supermercati che, per la consegna della spesa a domicilio, utilizzava buste in pluriball per preservare prodotti come uova e vetro. Un tipo di packaging che, se abbandonato nell’ambiente, avrebbe avuto un impatto fortemente negativo. Un rischio non più essere accettato né dai consumatori finali, né dalla stessa catena di supermercati. Per questo motivo abbiamo proposto ed implementato le buste imbottite in carta ondulata, che proteggono l’interno allo stesso modo, e possono essere riciclate nella carta facilmente”.

 

A chiusura degli interventi, Barbara Molinario ha consegnato a Luigi Lettieri e Lara Botta il Road to green award, un riconoscimento dato a personalità che si siano distinte per le loro attività e il loro impegno nella creazione di un mondo più sostenibile.

 

Infine, si è tenuta la premiazione dei migliori lavori del contest #roadtogreen, iniziativa organizzata annualmente da Road to green 2020 e rivolta a creativi, innovatori e artigiani che abbiano idee concrete per rendere il nostro domani più green, inclusivo e sostenibile.

 

Valentina Russo, vincitrice del contest #roadtogreen, tra Paola Rotella (Accademia del Lusso) e Barbara Molinario (Road to green 2020)

 

Ad aggiudicarsi il premio più importante, la possibilità di seguire un corso a scelta presso l’Accademia del Lusso di Roma è stata Valentina Russo, con il progetto “Mineraria Collection, Language of Possibilities”, una collezione di due clutch gioiello artigianali in legno e pietre. Il suo progetto ha ricevuto anche le menzioni speciali da parte della storyteller e tiktoker Ida Galati e dall’architetto e tiktoker Ilaria Tascioni. Entrambe le dedicheranno un video per promuoverne la creatività.

 

Vista la qualità di tutti gli elaborati, l’Accademia ha deciso di omaggiare tutti i finalisti con uno sconto per tutta l’offerta didattica e di organizzare 3 master class private per le classi che hanno partecipato, su un argomento da concordare con i docenti. Le classi premiate sono: la 5 G grafico del Liceo artistico Amedeo Modigliani Giussano (MB); la 3AL del Liceo Maironi di Ponte di Presezzo (BG); e i ragazzi dell’IIS Vittorio Veneto Salvemini di Latina che hanno inviato il proprio lavoro.

 

Tra i giurati anche Michelle Castiello editrice del gruppo RID, nota per Radio Rid 96.8 FM che ora ha lanciato la rivista “DONNE DI OGGI Business & Life”, che ha premiato 3 candidati con un’intervista radio e video di 20 minuti e un articolo sulla rivista: Margherita Porrovecchio con il progetto “Pop-art couture female”, Azzurra Eramo con “L’ecosostenibilità in rosa” e Giada Di Prospero con “Eco paper fashion”.

 

Giada ha ricevuto anche la menzione speciale di Fashion News Magazine, media partner dell’evento, che le dedicherà un articolo e da ASA SpA che ne sosterrà la formazione con 100€. Premiata ex aequo anche Alessia Pompili con 100€ per il progetto “Pic-nic supergreen”, mentre il riconoscimento maggiore conferito da ASA SpA, un contributo di 300€, è andato a Maria Mirt per la sua collezione “Pelle Tessuto e uncinetto”.

 

 

Infine, Salvo Cagnazzo, direttore del magazine online Uozzart, ha conferito la menzione speciale a Angela Faraoni per “L’arte addosso”, alla quale dedicherà un articolo, e Anthony Peth ha scelto Ludovica Valerio e il suo “Denim Top”, che sarà citato in un articolo della rivista Arte e Art.