L’Europa a Trump: perché gli Accordi di Parigi non sono più una “scelta”
A giorni dalla decisione di trump il primo ministro italiano Paolo Gentiloni insieme ai colleghi Emmanuel Macron (Francia) e il cancelliere tedesco Angela Merkel ha firmato una dichiarazione ufficiale dopo la decisione finale di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi.
Delusione europea
I governi europei che hanno partecipato al G7 di Taormina svoltosi alla fine di maggio hanno pubblicato una dichiarazione congiunta che tiene distanze dal leader americano affermando che l’accordo di Parigi è vitale per le nostre economie, come citato […] “Riteniamo il momentum generato a Parigi nel mese di dicembre 2015 un passo irreversibile e crediamo fermamente che l’accordo di Parigi non possa essere rinegoziato, visto che è uno strumento vitale per il nostro pianeta, le nostre società e le nostre economie. Siamo convinti che l’attuazione dell’accordo di Parigi possa offrire grandi opportunità economiche per la prosperità e la crescita nei nostri paesi su scala globale “. […]
[…] Faremo crescere gli sforzi per sostenere i paesi in via di sviluppo, in particolare i più poveri e quelli più vulnerabili, nel conseguimento degli obiettivi di mitigazione e adattamento. […]
Il primo giugno a sostegno della firma ufficiale Emmanuel Macron ha pubblicato un video in lingua inglese esprimendo la sua delusione personale sulla decisione statunitense.
Sebbene la natura dell’accordo stesso non sia di natura politica o economica, è difficile trovare una risposta di buon senso alla decisione di Trump, comunque quello che sorprende è sicuramente la controversia della decisione scatenata in terra natale.
UNFCCC statement on the US decision to withdraw from the #ParisAgreement https://t.co/mC3ILDiD5c via @UNFCCC pic.twitter.com/0WJlNnZJVn
— Paris Agreement News (@ParisAgreement) 2 giugno 2017
La nascita di “We are still in”
Molti leader locali insieme a importanti agenzie hanno stipulato un nuovo movimento denominato “Siamo ancora dentro” (Wearestillin.com) che elenca tutte le agenzie, le aziende e gli imprenditori che affermano il loro impegno a rimanere fedeli agli accordi di Parigi e i suoi valori.
L’elenco che si può trovare qui, come si può vedere, mostra un numero molto elevato di nomi tra i sindaci, i governatori, rettori di università e college, che sottoscrivono l’impegno comune a unire le forze insieme per continuare a sostenere l’azione climatica insieme alle limitazioni degli accordi di Parigi.
L’affermazione salda del movimento sottolinea che le scelte di amministrazione di Trump rappresentano una minaccia fondamentale per i cambiamenti climatici e potrebbero danneggiare in modo irreversibile la capacità di evitare altri disastri naturali.
Pertanto, le imprese elencate e le multinazionali iscritte promettono il loro massimo impegno a seguire gli accordi di Parigi moltiplicando e accelerando gli sforzi per arrestare i cambiamenti climatici nei prossimi anni, indipendentemente dalle ulteriori politiche che Washington deciderà di adottare.
Redattore: Michael Singleton
Come visto su Fashion News Magazine
[:en]Later on these days Italian Prime Minister Paolo Gentiloni alongside fellows Emmanuel Macron (France PM) and Germany’s Chancellor Angela Merkel have released an official statement following the final Donald Trump‘s decision to withdraw the US from the Paris Agreement.
European disappointment
Governments of Europe who joined G7 at Taormina in late May have released a joint statement taking distances from the US leader claiming that Paris Agreement is vital to our economies, as stated, […]”We deem the momentum generated in Paris in December 2015 irreversible and we firmly believe that the Paris Agreement cannot be renegotiated, since it is a vital instrument for our planet, societies, and economies. We are convinced that the implementation of the Paris Agreement offers substantial economic opportunities for prosperity and growth in our countries and on a global scale.“[…]
[…] We will step up efforts to support developing countries, in particular, the poorest and most vulnerable, in achieving their mitigation and adaptation goals.[…]
On first June Emmanuel Macron published a video of himself expressing his personal disappointment about the US decision.
Nevertheless, of the nature of the agreement itself not being some sort of political or economical agreement, it’s hard to find a common sense reply to the Trump’s decision, anyway what surprise most is that controversy of the leader has been highlighted in the national soil as well.
UNFCCC statement on the US decision to withdraw from the #ParisAgreement https://t.co/mC3ILDiD5c via @UNFCCC pic.twitter.com/0WJlNnZJVn
— Paris Agreement News (@ParisAgreement) 2 giugno 2017
The rise of “We are still in” movement
Many local leaders alongside important agencies have stipulated a new movement named “We are still in” listing all the agencies, companies and entrepreneurs affirming their commitment to remain faithful to the Paris Agreement and its values.
The list which can be found here, as you may see shows a very big amount of names including mayors, governors, college and university leaders, businesses and investors that are committed to joining forces together to declare that they will continue to support climate action meeting Paris Agreement solutions and requirements.

The statement points out that Trump’s administration choices are a key threat to climate change and they could damage in irreversible ways the ability to avoid other natural disasters.
Therefore, the listed businesses and enterprises will promise their utmost commitment to follow Paris Agreement multiplying and accelerating the efforts to stop climate change over the next years regardless of the further policies that Washington may adopt.
Editor: Michael Singleton
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