Un’installazione sensoriale che stimola la mente e connette la propria anima, modificando la percezione dei colori e della vita.
Good Feelings è un processo che collega intimamente l’individuo ai colori della propria casa. Nasce dal connubio tra arte, architettura e psicologia per esplorare l’anima prediligendo l’essere che, al contrario dell’avere, fa vivere sensazioni positive derivanti dal benessere interiore.
Tutti abbiamo dei colori che ci piacciono. Fin da bambini ognuno di noi ha una serie di colori preferiti sui quali ci orientiamo.
A volte cambiano nel corso della vita, a volte rimangono gli stessi, ma ci sono sempre.
Questi colori però, sono solo una questione di gusti? Servono solo ad appagare la nostra estetica o magari hanno un significato più profondo? L’artista Raluca Andreea Hartea e il suo compagno architetto e interior designer Riccardo Marinelli hanno sviluppato un metodo tutto nuovo per aiutarci a dare una risposta a queste domande.
È il metodo Good Feelings. La coppia nella vita e negli affari, ha saputo fondere insieme arte, psicologia e scienza, per sviluppare un “processo” che può essere applicato in tutti quei campi che richiedono una scelta sul colore.
Di origine rumena lei, Raluca Andreea Hartea dopo aver frequentato Arti Visive alla NABA completa il biennio in Ipnosi Dinamica e Psicologia Analogica presso l’Istituto CID_CNV.
Si può dire che la sua ricerca artistica è influenzata dalla psicologia e trae ispirazione dai meccanismi dell’inconscio e dalla percezione emotiva.
La fascinazione per l’essere umano la porta a indagare l’universo interiore come metodo per esplorare il mondo circostante. “Un’ idea questa che nasce da una mia indole, quella di voler personalizzare qualsiasi cosa, molto dovuta al fatto che sono cresciuta a Bucarest durante il Comunismo dove tutto era uguale e quindi tutti dovevamo essere catalogati e omologati. Unendo il mio percorso artistico agli studi di psicologia ho capito che si potevano fare delle associazioni interessanti e così, uscendo furori dai miei lavori personali, ho declinato questa intuizione nell’ambiente. Ogni colore che viene individuato per mezzo di questa seduta di ipnosi è associato a un ricordo positivo, non ha a che fare con quello che va di moda in un determinato momento o con quello che piace all’architetto incaricato. Ha a che fare esclusivamente con la persona stessa”, ha dichiarato l’artista.
Riccardo Marinelli invece, dopo la laurea in architettura, intraprende la carriera professionale fondando FFD Studio e occupandosi di progetti privati che spaziano dall’interior allo yatch design, sempre perseguendo criteri di personalizzazione e unicità tanto nella composizione quanto nella resa estetica.
“L’architetto d’interni è come un sarto che deve essere in grado di cucire addosso al proprio cliente il più bel vestito che abbia mai indossato. Per rendere uno spazio accogliente offriamo un servizio unico: attingiamo alle nuance del proprio bagaglio personale che emozionano e fanno star bene, perché i colori carichi di ricordi sono i più preziosi. Trasformando così lo spazio in un luogo che ci appartiene da sempre”, ha affermato l’architetto.
Ma come funziona questo metodo?
Quali sono i ricordi felici che influenzano la nostra vita?
Che colori corrispondono a quei ricordi?
E come fanno ad influire positivamente sulla vita di tutti i giorni?
Attraverso una seduta di ipnosi, vengono individuati i colori che il nostro inconscio associa a sensazioni positive. Il soggetto, in pieno stato di rilassamento, reagisce di volta in volta ai vari colori proposti.
Piccoli cenni della testa, micro-espressioni, accenni quasi impercettibili: ognuno di questi movimenti viene considerato per selezionare la “palette perfetta” per il cliente.
Il tutto rigorosamente ad occhi chiusi, perché il gusto personale e l’estetica non devono assolutamente interferire con il processo.
Attraverso questo percorso sensoriale, Good Feelings permette di individuare cosa provocano i colori a livello inconscio facendo delle associazioni positive, senza nemmeno che la mente se ne renda conto; è un processo che collega intimamente l’individuo ai colori della propria casa e ambiente in cui si trova.
Se le teorie del colore seguono leggi universali dettate dagli studi di estetica e di percezione, l’inconscio lavora su un livello ancora più profondo, e per questo deve avere la precedenza. “Il nostro approccio parte dalla persona per poi plasmare il contesto in cui vive. La casa intesa sia come luogo fisico che psicologico, un luogo in cui generare e rigenerarsi, e crediamo fermamente che vivere in un ambiente autentico possa migliorare la percezione di sé, della vita e del mondo. Offriamo un servizio unico per creare uno spazio personale e naturalmente accogliente per chi lo vive: attingiamo alle nuance del bagaglio personale del committente, che lo emozionano e lo fanno stare bene, perché i colori carichi di ricordi sono i più preziosi”, ha dichiarato la coppia e ha continuato dicendo: “Di conseguenza, lo spazio creato infonde in modo naturale l’armonia e la serenità di un luogo che ci appartiene da sempre. La casa, proprio come il corpo per l’anima, è il tempio della vita e attraverso Good Feelings può diventare riflesso ed estensione della propria essenza”.
Grazie a Good Feelings, inoltre, si può costruire un rapporto “win-win” tra produttore e consumatore: da un lato il cliente migliora la qualità della vita avendo la possibilità di scegliere ciò verso cui realmente tende e dall’altro l’azienda offre la possibilità di customizzare il prodotto, dandogli una valenza personale.
La start-up, difatti, sta già lavorando ad un’applicazione del metodo a livello industriale, con possibili accordi con case di moda per realizzare tessuti, capi di abbigliamento, scarpe, borse, accessori “personalizzati” nei colori positivi e su misura per ciascun acquirente. “A oggi lavoriamo maggiormente con privati italiani, ma ci stiamo rendendo conto che il metodo in sé ha grandissime potenzialità e stiamo valutando come poterlo far diventare un modus operandi per le aziende che desiderano mettere il cliente al centro e offrirgli la versione migliore che il loro prodotto può diventare. Oggi come oggi il consumatore non vuole più un prodotto di massa, ma ha bisogno di esprimere la propria unicità e seguire la propria indole e questo le aziende lo hanno capito molto bene. Ed è attraverso le aziende che il concetto di Good Feelings può entrare nella quotidianità fino a diventare un modus vivendi”, hanno affermato entrambi.
Un’esperienza sensoriale, intima, totalizzante, alla scoperta di se stessi, attraverso l’ascolto delle proprie emozioni e percezioni personali, ma soprattutto attraverso la scoperta di un metodo che può migliorare la concezione della vita stessa.
L’Obiettivo? Non stare bene, ma sentirsi bene.
Editor: Alessandra Rosci
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