Curcuma: tutto quello che c’è da sapere 

 

Spezia della salute dal sapore non invasivo e di colore dorato, la curcuma ha moltissime proprietà benefiche: contiene ad esempio potassio e ferro, è un antiossidante e stimola il metabolismo grazie agli oli essenziali. 

Della pianta, la Curcuma Longa, caratterizzata da foglie lunghe a forma ovale e ricca di fiori raccolti in spighe, vengono utilizzati i rizomi. Il nome “Curcuma” deriva dalla parola persiana-indiana Kour Koum, che significa zafferano; infatti è conosciuta anche come Zafferano delle Indie.

In Italia l’utilizzo della curcuma in cucina è stato introdotto abbastanza di recente. Tuttavia all’estero è conosciuta ed utilizzata da migliaia di anni, in particolar modo è regina della cucina Indiana, in primis come ingrediente chiave del celeberrimo Curry, ma anche da sola viene aggiunta ad innumerevoli piatti. Oltre che in India, ne fanno largo uso anche in Nepal, in Thailandia (abbinandola in particolar modo col pesce) e in Cina.

In Cina e India, inoltre, la curcuma è utilizzata come colorante naturale per tingere i tessuti di cotone e di seta, e le donne indiane la utilizzano come cosmetico in occasione di nozze e compleanni.

 Cosa accade al corpo ogni volta che assumiamo la curcuma?

– Innanzitutto aiutiamo l’organismo a fronteggiare le infiammazioni: molto utilizzata ad esempio la curcuma per trattare l’artrite. Questa spezia, il cui principio attivo più importante è senza dubbio la curcumina, è poi in grado di sostenere il fegato nelle sue funzioni, è un potente antiossidante, in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare.

– La curcuma rinforza il nostro organismo e il sistema immunitario e aiuta a prevenire il diabete di tipo 2

– Molto interessante anche l’azione su cervello e sistema nervoso: basterebbe un solo grammo al giorno di curcuma per aumentare la memoria e si è visto addirittura come questa spezia migliori la capacità del cervello di auto guarirsi in caso di danni, come quelli in seguito a un ictus.  C’è poi chi la paragona agli effetti del Prozac nei confronti della depressione.

– È stato poi provato che la curcumina ha grandi doti antitumorali: riesce a bloccare l’azione di un enzima ritenuto responsabile dello sviluppo di tumori nella zona della testa, del collo e del cavo orale. Una ricerca ha dimostrato anche la sua importanza nell’aumentare l’efficacia della chemioterapia nel trattamento di alcune tipologie di tumori.

– Il consumo di curcuma migliora il funzionamento di stomaco e intestino e per di più aiuta a combattere il colesterolo, poiché facilita lo smaltimento dei lipidi in eccesso.

– La curcuma apporta, per concludere, innumerevoli benefici all’apparato digerente, stimolandone la funzionalità, esercita un’azione disintossicante e purificante per il nostro organismo, epatoprotettiva, nonché cicatrizzante, antibatterica, digestiva e antidolorifiche.

Come usare la curcuma in cucina

Possiamo trovarla in svariate forme: curcuma in polvere, essiccata a fette o fresca nel reparto ortofrutta. Quella essiccata è ottenuta facendo bollire i rizomi per parecchie ore, essiccandoli e schiacciandoli per ottenere poi la polvere dorata che tutti conosciamo. 

Il gusto pungente e lievemente amarognolo della curcuma la rende perfetta nei piatti salati (zuppe, insalate di cereali, polpette vegetali, salse di accompagnamento a primi e secondi piatti, minestre). Tuttavia in alcuni casi la spezia viene utilizzata anche in ricette dolci: frequentemente viene sfruttato il suo potere colorante ad esempio per dare una tonalità maggiormente gialla a creme e budini. 

Fondamentale è associare la curcuma con un grasso (eccellente l’olio extravergine di oliva) e con il pepe: la piperina infatti, il suo principio attivo, ne massimizza l’assorbimento dei nutrienti. Via libera, quindi, ma senza esagerare, alla classica “spolverata finale” prima di servire i vostri piatti. Altra associazione che consigliamo è quella con cavoli e broccoli, i quali contengono isoticianato, un componente capace di aumentare l’assorbimento della curcumina, principio attivo della curcuma.

Per mantenere al meglio le proprietà di questa spezia è bene utilizzarla a crudo, ovvero metterla solo a fine cottura, evitando così la dispersione di alcuni dei suoi principi nutritivi. Inoltre, per assimilarla meglio è ottimo associarvi un po’ di pepe o un grasso (ad esempio l’olio d’oliva). 

Altro suggerimento è quello di non assumerne dosi eccessive e, soprattutto, di non assumerla proprio in caso di calcoli biliari.

 

 Ricetta del risotto con curcuma

curcuma

Un piatto dal sapore delicato particolarmente adatto alle serate autunnali ed invernali. Semplicissimo da preparare come i più classici risotti. 

Ingredienti per 4 persone: 1 porro (o 1 cipolla), 320 grammi di riso, circa 1 litro – 1 litro e mezzo di brodo vegetale, panna (o panna vegetale, io uso quella di soia, avena o riso) 2 cucchiaini di curcuma, olio e pepe.

Preparazione

– Soffriggete in una casseruola il porro o la cipolla con l’olio, poi versateci dentro il riso e lasciatelo rosolare per qualche minuto.

– A parte avrete preparato il brodo vegetale che piano piano verserete nella casseruola per fare in modo che il riso si cuocia, girandolo ogni tanto. Se avete scelto l’integrale, considerate che ci vuole circa 1 ora. Abbondate quindi con il brodo, se volete evitare di doverlo girare troppo spesso per paura che si attacchi.

– Una volta cotto il riso e asciugato quasi tutto il brodo, aggiungete la panna a vostro piacimento e infine spolverate con la curcuma e il pepe.

 

Editor Federica Chinnici