Riparare: dare nuova vita alle cose

Il valore del recupero come scelta sostenibile

 

 

Riparare è un atto di rispetto verso il pianeta e verso noi stessi. È la prima delle cinque R del progetto 5R Evolution e rappresenta la capacità di allungare la vita degli oggetti, riducendo sprechi e consumi inutili. Riparare significa fermarsi prima di buttare, osservare ciò che si è rotto e chiedersi se possa essere aggiustato, rigenerato, reinventato. Ogni volta che ripariamo qualcosa evitiamo la produzione di un nuovo bene e contribuiamo a ridurre l’impatto ambientale legato alla sua fabbricazione, al trasporto e allo smaltimento.

 

In Italia si sta riscoprendo la cultura del recupero. Dai laboratori artigiani alle officine solidali, sempre più persone scelgono di imparare a riparare un elettrodomestico, una bicicletta o un capo d’abbigliamento, trasformando una necessità in un gesto di autonomia e creatività. I “repair café”, nati in Olanda e diffusi anche nel nostro Paese, sono spazi dove cittadini e volontari si incontrano per aggiustare oggetti di uso quotidiano, condividendo competenze e costruendo relazioni. Riparare diventa così non solo un’azione ecologica, ma anche un momento di socialità e di educazione ambientale.

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Anche le aziende stanno comprendendo il valore di questo approccio. Alcuni marchi offrono servizi di manutenzione o programmi di ritiro e rigenerazione dei prodotti, promuovendo un consumo più consapevole e circolare. In questo modo il cliente diventa parte attiva di un ciclo virtuoso, in cui ogni oggetto ha più di una vita.

Riparare è un modo per prendersi cura delle cose e del tempo. Significa scegliere la lentezza contro l’obsolescenza, la competenza contro la sostituzione, la sostenibilità contro lo spreco. È una piccola rivoluzione silenziosa che comincia dalle nostre mani e arriva fino al cuore del pianeta.

Progetto “5R Evolution – Un futuro verde”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi dell’Avviso 2/2024.