La gestione integrata delle sfide andrologiche nella popolazione anziana
Quando pensiamo al testosterone, abbiamo subito in mente l’immagine di virilità: è infatti il re degli ormoni maschili (nonostante venga prodotto anche dalle ovaie) ed incide sullo sviluppo dei genitali; sui caratteri sessuali secondari come massa muscolare, voce o barba; sulla produzione di spermatozoi e sul desiderio sessuale. A partire dai trentacinque anni, la produzione di testosterone inizia lentamente a calare e dopo i cinquant’anni di età è possibile risentire di un calo più importante. È infatti comune la riduzione del desiderio sessuale e della funzione erettile, così come la perdita di massa muscolare e di peli corporei. Nel corso del convegno “La gestione integrata delle sfide andrologiche nella popolazione anziana” – organizzato dall’Istituto San Michele in collaborazione con Società Italiana di Andrologia SIA, Road to green 2020 e Consumerismo – è stato posto un focus su come conservare il testosterone e prevenire il tumore alla prostata, con gli interventi del Dott. Marco Bitelli – Dirigente Medico presso ASL Roma 2 Ospedale Sandro Pertini; e del Dott. Attilio Guarani – Consulente andrologo presso l’Ospedale S. Giovanni Calibita Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma (1996-2007).
Patologie come l’infertilità possono sopraggiungere anche in tenera età, soprattutto in bambini molto obesi. I dottori hanno spiegato che con il surriscaldamento dello scroto è possibile compromettere la corretta produzione di spermatozoi, portando il paziente ad una condizione di impotenza. Per questo motivo è importante fare prevenzione fin dalla più tenera età, senza aspettare che sopraggiungano i problemi.
Un dato divertente venuto fuori durante il convegno, riguarda il rapporto degli uomini con la propria sessualità. Davanti al rischio di un’eventuale disfunzionalità erettile, il 99% degli uomini smette di fumare ed assumere alcolici; al contrario, davanti al rischio di morte, il paziente non rinuncia al piacere della sigaretta e di un buon bicchiere.
Come conservare il testosterone?
I dottori hanno subito chiarito che un calo di testosterone può dipendere anche da un fattore genetico, tuttavia è caldamente consigliato adottare uno stile di vita attivo. Svolgere abitualmente attività sportive all’aria aperta è il modo migliore per conservare la stato di salute; ed anche la qualità dell’aria incide particolarmente. Il golf è lo sport più adatto, che coniuga il giusto movimento, lo stare all’aria aperta ed il non affaticarsi in età avanzata. Consumare frutta e verdura di stagione e prediligere cibi sani e ricchi di fibre vegetali è importante non solo per assumere nutrienti che possono aumentare in modo naturale la produzione di ormoni maschili, ma anche per tenere sotto controllo il peso corporeo. È stato dimostrato, infatti, che i chili in eccesso possono accelerare il calo di testosterone. Per questo motivo, soprattutto dopo i cinquant’anni, è bene evitare i grassi saturi di origine animale. Nemico giurato della salute è il fumo, così come il consumo di alcolici. Anche i lavori d’ufficio sedentari sono nemici della fertilità: passare tante ore seduti davanti al computer o sul divano a guardare la tv può accelerare il calo di testosterone.

Come prevenire il tumore alla prostata?
Il cancro alla prostata è il tumore più diffuso nella popolazione maschile e rappresenta quasi il 20% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. Nonostante la sua ampia diffusione, il rischio di decesso è molto basso. Il numero di persone ancora vive dopo cinque anni dalla diagnosi è fra le più alte in caso di tumore, circa il 92%. Le possibilità di ammalarsi prima dei quarant’anni sono molto scarse, ma aumentano dopo i cinquanta. Il rischio di ammalarsi aumenta del 50% nei casi di familiarità. Infatti, chi ha un parente consanguineo affetto da tumore alla prostata ha più probabilità di ammalarsi rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia. Sul lato della prevenzione c’è ancora molta strada da fare, a causa della bassa percentuale di uomini che si sottopone a visite di controllo. Nonostante, rispetto a dieci anni fa, la percentuale di uomini che effettuano controlli preventivi sia salita del 30%, il 70% degli uomini non fa prevenzione. Patologie come il tumore alla prostata, infatti, vengono spesso scoperte successivamente a un decesso per altre cause. Per prevenire il tumore alla prostata è necessario sottoporsi ad una visita urologica di controllo ogni dodici mesi ed adottare uno stile di vita salutare. L’infiammazione della prostata viene aggravata da un alterato stile di vita fatto di alcolici, fumo, cibi irritanti per il basso tratto urinario, cibi grassi e sedentarietà. Bere due litri di acqua al giorno e non trattenere le urine è la regola d’oro da seguire; anche per evitare infezioni urinarie molto frequenti nei pazienti prostatici. Adottare un’alimentazione corretta e bere molta acqua aiuta anche a regolarizzare la funzione intestinale, fondamentale per evitare passaggio di batteri fra intestino e prostata. Una regolare attività sessuale ha effetti benefici, mentre un’astinenza prolungata può portare a casi di infezione seminale. Anche in questo caso, lo sport e le passeggiate all’aria aperta portano grandi benefici, riducendo la congestione della prostata e stimolando la circolazione pelvica. Attenti, però, ai mezzi su due ruote, il cui uso andrebbe moderato: andare troppo spesso in bicicletta può causare microtraumi perineali, responsabili di processi infiammatori prostatici.

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