Il calcio inglese per il sociale: cos’è la Premier League Foundation

 

La nascita della Premier League Foundation rappresenta un’evoluzione di un’attività che la Premier League e i suoi club portano avanti da anni attraverso programmi dedicati all’impegno sociale per le rispettive comunità. Si tratta di una realtà nata per riunire e rafforzare l’impegno sociale legato al massimo campionato inglese. L’obiettivo è utilizzare la forza del calcio, la capillarità dei club e il rapporto quotidiano con le comunità locali per intervenire su questioni che riguardano istruzione, occupazione, salute, inclusione e opportunità per le fasce più giovani della popolazione. Il nuovo organismo mira a dare maggiore coordinamento e visibilità a questo lavoro, mettendo a disposizione competenze e risorse per iniziative con un impatto concreto soprattutto sulle persone che vivono nelle aree vicine agli stadi.

Quando si sente parlare di calcio inglese, la mente vola facilmente ai nomi delle grandissime squadre dalla storia blasonata come Manchester United, Chelsea o Liverpool, ancora oggi protagoniste delle principali notizie sulle competizioni britanniche e delle quote circa la Premier League, ma da qualche tempo quest’ultima ha allargato sensibilmente i propri orizzonti a livello sociale andando ben al di là del rettangolo verde.

Uno degli aspetti centrali riguarda il rapporto tra giovani e istruzione. Il calcio può diventare uno strumento per favorire la partecipazione scolastica, sviluppare competenze e creare percorsi verso il mondo del lavoro. Le strutture e il personale dei club possono infatti trasformarsi in punti di riferimento per attività che utilizzano lo sport come elemento motivazionale, senza limitarsi alla formazione calcistica.

Un’altra area riguarda l’occupabilità. Attraverso programmi e collaborazioni con organizzazioni locali, l’ecosistema della Premier League può contribuire a fornire competenze, orientamento e occasioni di inserimento professionale. Il valore aggiunto è rappresentato dalla capacità del calcio di raggiungere persone che, in altri contesti, potrebbero avere maggiori difficoltà ad avvicinarsi ai servizi e alle opportunità disponibili. Si tratta di un aspetto non trascurabile considerando che il campionato di calcio inglese è in grado di generare oltre 14 miliardi di sterline di entrate all’anno e offre posti di lavoro a più di 100mila persone.

La dimensione sociale comprende inoltre temi come salute fisica e mentale, inclusione e contrasto alle discriminazioni. Il coinvolgimento dei club permette di portare messaggi e iniziative direttamente nei territori, sfruttando la credibilità di calciatori, allenatori e società. In questo senso, il calcio diventa un linguaggio comune attraverso cui affrontare problemi che non hanno una soluzione esclusivamente sportiva.

La Foundation si colloca quindi all’interno di una rete nella quale società professionistiche, enti pubblici, associazioni e organizzazioni del terzo settore possono collaborare. Il modello inglese parte da un presupposto semplice: la popolarità della Premier League comporta anche una responsabilità nei confronti delle comunità che ne sostengono quotidianamente il sistema.

La portata del progetto è particolarmente evidente osservando il rapporto tra i club e i rispettivi territori. Anfield, Old Trafford, Stamford Bridge e gli altri grandi stadi non sono soltanto luoghi destinati alle partite, ma fanno parte di quartieri nei quali persistono problemi legati alla povertà, alle disuguaglianze, all’accesso all’istruzione o alle prospettive occupazionali. Attraverso la Premier League Foundation, quella stessa rete può essere utilizzata per sviluppare interventi mirati, collegando la popolarità del campionato alle esigenze concrete delle persone che vivono intorno al calcio professionistico.