Social sotto accusa nelle malattie di decadimento della terza età
Studio condotto dall’Istituto Romano di San Michele Road to green e Consumerismo
La solitudine è il principale nemico dell’età anziana. Secondo gli ultimi dati ISTAT, la speranza di vita in Italia è salita a 83.1 anni. La regione con il tasso di longevità più alto è la Liguria, mentre quella con il tasso più basso è la Campania. È stato stimato che le persone di terza età che vivono in una comunità, hanno molta più memoria e soffrono meno l’angoscia della solitudine e della depressione rispetto ad anziani che vivono in casa con una badante. In questo, i piccoli centri sono più agevolati rispetto alle grandi città. Nei piccoli paesi di provincia, infatti, aumenta la durata della vita e le condizioni di salute psico-fisica sono fra le migliori. Ritrovarsi nelle piccole comunità, frequentare il bar del centro, avere amici con cui condividere hobby e passatempi aumenta la qualità della vita. Per sfuggire dalla realtà alienante delle grandi città, che può essere nociva per lo stato di salute di un anziano, un esempio positivo è quello delle comunità per la terza età come l’Istituto San Michele di Roma, dove il 30 settembre si è tenuto il convegno “Promuovere un invecchiamento attivo e salute ottimale nella terza età: sfide, opportunità e strategie di intervento”.
Calore, contatto e umanità sono parole chiave per una vita sana nella terza età.
L’uomo, in quanto animale sociale, necessita contatti sociali, senza i quali i neuroni del cervello arrestano la loro attività. Anche per questo motivo, gli anni della pandemia sono stati particolarmente difficili: mascherine e distanziamento sociale ci hanno messi a dura prova. La necessità di contatto umano è fondamentale per la nostra specie. La razza umana è portata all’accudimento dell’altro.
Il presidente dell’Istituto San Michele, Giovanni Libanori, ha dichiarato: “In linea con la propria mission, l’ASP di San Michele, oltre all’erogazione di servizi assistenziali e sanitari, valorizza l’apporto del volontariato e del terzo settore attraverso iniziative socio-educative e culturali, assistenza spirituale e di sostegno. Il nostro istituto organizza diverse iniziative e progetti di innovazione sociali, tra i quali le passeggiate ed i laboratori del progetto ‘FATE-ce LARGO che passamo noi’; o progetti fotografici e artistici come ‘Volti dell’Asp: Ritratti di una comunità in viaggio’”.
Ma quali sono i meccanismi che comportano i problemi, le malattie e le patologie?
Ci sono decadimenti sottocorticali che comportano diminuzioni relazionali affettive, comportamentali e di contatti. Altri tipi di decadimento, invece, portano all’Alzheimer, alla perdita di neuroni ed alla demenza. Per avere un quadro chiaro è possibile sottoporsi a test cognitivi come il Mini Mental Status Exam (MMSE), un questionario con domande molto semplici e piccoli compiti grafici che consente di sondare diversi aspetti della funzionale cerebrale quali l’orientamento, la memoria, l’attenzione, la capacità di calcolo, la capacità di richiamare determinate acquisizioni ed il linguaggio. “Con questi piccoli test si possono individuare eventuali di disturbi di decadimento cerebrale lieve. A quel punto, se temiamo che quella persona possa dimenticare il gas acceso, appuntamenti importanti o altro, si può procedere con test neuro cognitivi più complessi che indicano il livello di gravità della malattia” ha spiegato il Dott. Piero Petrini, medico chirurgo, psichiatra, neurologo e psicoterapeuta. I neuropsicologi hanno appurato che l’ultimo dato a scomparire sono le date di nascita. È importante sottolineare che i disturbi dal decadimento celebrale lieve si possono manifestare anche nei giovani. Il decadimento, infatti, è una questione prettamente genetica ed avere uno stile di vita sano non è sempre la soluzione.

I TRE CONSIGLI PER VIVERE UNA VITA SANA NELLA TERZA ETA’:
- Stare con gli altri: le reazioni sono importanti e con l’aiuto gli uni degli altri si vive più a lungo
- Tenersi attivi: impegnarsi in attività che sviluppano il cervello è fondamentale. Giocare a carte, guardare un film, ascoltare la musica, ma soprattutto cimentarsi nelle parole crociate che tengono attiva la mente.
- Bere acqua: mantenere il proprio corpo idratato è importante, anche per integrare sostanze come il magnesio e il potassio. Le vitamine più importanti da assumere sono, invece, la B e la C, contenute nella frutta; e la vitamina D.
Durante la giornata abbiamo incontrato la signora Annamaria di 89 anni, Toscana di nascita. Lei ha confermato, con la sua lucidità, che le sue passioni sono cinema, parole crociate, giocare a carte e restare con le amiche a chiacchierare fino a tardi. Residente dell’ASP San Michele. Ha lavorato tanti anni nel campo dell’alta moda. La sua ricetta per la longevità è stare in compagnia.
Aboliti i social!
Un’attenzione particolare verso il mondo dei social, caldamente sconsigliati nell’età anziana. Mentre i contatti telefonici sono utili per tenersi in contatto con parenti ed amici, un utilizzo costante dei social risulta essere isolante. Non è da sottovalutare il rischio delle fake news, delle trappole economiche e delle truffe alle quali gli anziani sono più esposti sui social network.
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