di Francesco Girardi

Al fine di evitare una produzione indiscriminata di plastica, ed in particolar modo di plastica monouso, l’Unione Europea ha emanato delle direttive per regolare il settore nei paesi membri, tra i quali l’Italia.

Tivoli è considerata una città particolarmente virtuosa nella gestione dei rifiuti. Qui il Comune, con il supporto di ASA Tivoli S.p.A., ha redatto un’ordinanza sindacale che vieta la vendita di imballaggi in plastica monouso. 

Con plastica monouso si intende quella plastica che viene progettata e immessa al consumo per un solo utilizzo, per poi venire gettata via una volta concluso.

Basta pensare alle bottigliette in PET con l’acqua dentro, una volta finito di bere si buttano via. Oppure altri esempi possono essere i bicchieri di plastica, i cotton fioc, i piatti… 

 

 

Ecco, tutte queste plastiche monouso a Tivoli sono state messe al bando tramite questa ordinanza nel 2021. 

Per cui il mio invito è quello di usufruire dei buoni sconti che con il progetto “Tivoli miniera urbana” l’azienda consegna a chi porta dei RAEE il sabato in piazza, e poi andare ad acquistare una buona lavastoviglie, magari di una classe energetica alta, per fare a meno delle stoviglie di plastica in casa, o acquistate delle brocche per depurare l’acqua dal rubinetto e smettere di comprare quella in bottiglia. 

Possiamo deplastificare la nostra vita senza troppo sforzo, aiutando l’ambiente non solo nella gestione dei rifiuti, ma riducendo l’inquinamento e i rifiuti sparsi.

Le plastiche monouso spesso sono molto leggere, come ad esempio le buste e le bottigliette… Questi rifiuti galleggiano, le piogge le portano via tramite le fogne, portandole fino al mare. Questi rifiuti poi rimangono nel mare per centinaia di anni e rilasciano quelle microplastiche che purtroppo vengono spesso ingerite dai pesci ed entrano anche nella nostra catena alimentare.