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Giornata mondiale della popolazione: cresce in Ue, ma in Italia è declino demografico

11.07.2019
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Giornata mondiale della popolazione: cresce in Ue, ma in Italia è declino demografico

Ricorre oggi il trentesimo anniversario della giornata mondiale della Popolazione. Istituita nel 1989 dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, la giornata dell’11 luglio, ogni anno, celebra l’importanza riconosciuta alle questioni demografiche e il loro ruolo primario all’interno dei programmi di sviluppo globali.

In Europa la popolazione cresce. Anche se il 2018 ha registrato più decessi che nascite. I dati sono stati pubblicati nella giornata di ieri dall’ufficio di statistica dell’Unione Europea, l’Eurostat. Al 1° gennaio 2019 si contavano 513,5 milioni di persone, un milione e centomila in più rispetto al 1° gennaio 2018, anche se in un anno sono morte 5,3 milioni di persone e ne sono nate 5 milioni. E’ negativo, quindi, per il secondo anno di fila, il ricambio naturale della popolazione in Europa che, se è cresciuta, per Eurostat, è dovuto solo al fenomeno migratorio.

Diciotto sono i Paesi in cui la popolazione è cresciuta di più: Malta (+36,8 per 1.000 abitanti), davanti a Lussemburgo (+19,6‰), Irlanda (+15,2‰), Cipro (+ 13,4‰), Svezia (+10,8‰), Slovenia (+6,8‰), Belgio (+6,1‰), Spagna e Paesi Bassi (entrambi +5,9‰) e Regno Unito (+5,6‰).

In dieci Paesi, invece, la popolazione è diminuita. A fare da capofila è la Lettonia (-7,5‰), seguita da Bulgaria e Croazia (entrambe -7,1‰) e Romania (-6,6‰).  Tra questi, c’è anche l’Italia. Per la prima volta negli ultimi novant’anni, infatti, il Bel Paese è in fase di declino demografico.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto nazionale di statica (Istat) la popolazione italiana è scesa a 55 milioni 104 mila: 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Dal 2014 al 2018, la popolazione è diminuita di 677mila persone: una perdita pari alla scomparsa di una città grande come Palermo. A causare il declino sono in particolare due fattori: la diminuzione delle nascite (-4%), al minimo storico dall’Unità d’Italia, e l’aumento degli espatri. Le persone che hanno lasciato il Paese nel 2018 sono quasi 157mila, con un aumento di 2mila unità rispetto all’anno precedente.

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