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Pitti Uomo, Don The Fuller lancia l'iniziativa “We prefer to drink our water” contro lo spreco di acqua nel mondo della moda

19.06.2019
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Pitti Uomo, Don The Fuller lancia l’iniziativa “We prefer to drink our water” contro lo spreco di acqua nel mondo della moda

“Noi l’acqua preferiamo berla!”. È con questo slogan che Don The Fuller, il marchio di jeans di alta qualità, tutto made in Abruzzo, ha presentato le ultime novità della collezione Primavera/Estate 2020, al Pitti Immagine Uomo, la manifestazione di riferimento a livello globale per il menswear e il lifestyle contemporaneo, giunta all’edizione numero 96. Un messaggio pensato per dire “basta” all’utilizzo indiscriminato dell’acqua nel mondo del Fashion, da parte di un’azienda che mette in atto un processo certificato e pensato che abbatte l’uso di acqua fino al 95%.

Da un recente summit delle nazioni unite, infatti, è emerso che la fashion industry è la seconda dopo il petrolio per emissioni globali e consumo di acqua. Per realizzare un solo jeans occorrono 11mila litri di oro blu, distribuiti lungo l’intera filiera di produzione: dalla nascita della pianta di cotone al jeans finito.

Così, in accordo con Smeraldina – l’acqua in bottiglia di origine sarda nominata pochi mesi fa negli Stati Uniti la migliore al mondo – Don The Fuller ha deciso di distribuire oltre 10 mila tetrapak di acqua durante le giornate del Pitti, all’ interno delle camere dei migliori hotel di Firenze, dal “Grand Hotel Baglioni” allo “studenti Hotel”. Su ogni tetrapak è stato impresso il messaggio: “Noi l’acqua preferiamo berla”.

“Don The Fuller, unica azienda fashion a essere stata invitata al tavolo dei grandi nel primo summit internazionale delle acque che si è tenuto a Roma lo scorso mese di ottobre, già da tempo ha cercato di intervenire nella fase di produzione controllata degli indumenti creando processi innovativi a minor impatto ambientale”, spiega il Ceo dell’azienda abruzzese, Mauro Cianti.

“La soluzione definitiva – continua – non è né univoca né immediata”. Ma esistono due leve per migliorare il problema: “Una – dichiara Cianti – è la consapevolezza del consumatore, perché noi aziende abbiamo l’obbligo di informare il mercato; l’altra è l’uso della tecnologia per sensibilizzare e trovare soluzioni innovative in tutta la filiera di produzione, al fine di creare acceleratori esponenziali che siano in grado di migliorare la sostenibilità su più fronti”.

L’edizione 2019 del Pitti Immagine Uomo, andata in scena alla Fortezza da Basso di Firenze dall’11 al 14 giugno scorso, ha visto la presenza di 1.220 marchi, di cui 549 esteri (45%), con 230 tra nomi nuovi e rientri.

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