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Quanto ne sai di Packaging Ecosostenibile? Intervista a Lara Botta

23.04.2018
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packaging ecosostenibile

Quanto ne sai di Packaging Ecosostenibile? Intervista all’imprenditrice Lara Botta

 

Perché parlare di Packaging Ecosostenibile? È il mostro da combattere per molti ecologisti, è il materiale superfluo da eliminare per molti attivisti ambientali. Ma il packaging non avrebbe senso di esistere se non ci fosse un prodotto da commercializzare. Inoltre, è un valido alleato nella lotta alla contraffazione ed alla sicurezza sia in campo alimentare che farmaceutico. Ne parliamo con Lara Botta, Business Development Manager della Botta Packaging, azienda produttrice di scatole ed imballaggi in cartone ondulato, che, assieme al cartone, offre una vasta gamma di packaging a corollario. Vice Presidente del Movimento Giovani di Confindustria, Presidente del Gruppo di Lavoro Social e responsabile del Gruppo di Lavoro Pari Opportunità.

Di materiali per il packaging ne esistono molteplici… ma “Il cartone ondulato è l’emblema dell’economia circolare” ci spiega la dottoressa Botta “per sua natura è infatti riciclabile al 100%, biodegradabile e prodotto da fonti rinnovabili. Il cartone ondulato si presta ad essere riciclato e riutilizzato in diversi modi. Spesso le fibre riciclate costituiscono l’88% della materia prima con cui saranno realizzati i nuovi imballi.”

Lara Botta si occupa di tante attività, come tanti imprenditori di piccole e medie imprese che sono chiamati quotidianamente a coprire vari ruoli in azienda. Conosciamo meglio questa giovane imprenditrice ed il suo lavoro.

“Sono fermamente convinta che per andare avanti occorra trovare sempre nuove strade: a volte più facili, a volte più difficili, ma restare fermi a fare quello che si è sempre fatto non basta più. È per questo che ho sempre un occhio verso l’esterno e verso il mercato: per capire a fondo cosa cerca e per rilevare come si evolve, per poi riportare gli insegnamenti e le innovazioni in azienda.” Lara Botta

 

Il bello del tuo lavoro?

Nella stessa giornata posso vedere e cercare di risolvere problematiche strategiche, contabili, di HR, visitare clienti per far loro consulenza di lean packaging e discutere miglioramenti tecnologici e ottimizzazioni di processo con i fornitori IT. Impari ad essere camaleontica!

 

Cosa ti spinge a fare questo lavoro?

Portare avanti e far crescere l’azienda di famiglia che le generazioni prima di me hanno creato e sviluppato, dando tutto all’azienda e sacrificando tanto della loro vita, è una responsabilità che sento in modo molto profondo. La passione per il Cartone Ondulato nasce da bambina, quando tra i bancali di cartone giocavo a nascondino con mio fratello, senza la consapevolezza che questo sarebbe stato il mio futuro.

Cosa mi spinge? Quell’odore di cartone… Un po’ è l’innato senso del dovere che è sicuramente tramandato dalle generazioni prima di me, un po’ è la continua voglia di fare e di imparare che mi contraddistingue. Nel mio lavoro, questa esigenza di rendermi camaleontica fa sì che io debba costantemente studiare e mettermi in discussione per poter essere pronta, poi, a prendere delle decisioni informate assieme alla nostra squadra e per la nostra squadra.

 

Sei molto impegnata nella ricerca per trovare materiali e soluzioni innovative per realizzare prodotti funzionali ed attenti all’ambiente. Quali soluzioni innovative nel riciclo e nel rispetto dell’ambiente mettete in pratica?

Siamo costantemente impegnati a migliorare la nostra impronta ecologica attraverso l’ottimizzazione dei processi produttivi per rientrare in una filiera responsabile. Crediamo, infatti, che l’innovazione debba essere sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente, poiché solo così potremmo assicurare alle generazioni future un pianeta in salute.

Per quanto riguarda il riciclo, nei nostri stabilimenti abbiamo adottato un sistema di gestione efficace di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi. Il nostro obbiettivo è continuare a migliorarci anche in questo campo, raggiungendo la cosiddetta quota “Rifiuti zero”.

La strategia “Rifiuti zero” o “Zero Waste” è stata ideata da Paul Connett, Professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York. Si tratta di una strategia di gestione dei rifiuti sostenibile che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti fino ad escludere l’opzione dell’incenerimento. Uno dei nostri obiettivi è minimizzare ed ottimizzare la quantità di scarti generati, cercando di riutilizzarli. Questo è riscontrabile nell’abbinamento del cartone in ondulatore per il taglio dei fogli che verranno trasformati in scatole e nel riciclo di sfridi e scarti generali che andranno al macero e daranno vita a “nuovi” fogli in cartone.

Abbiamo scelto di coinvolgere i nostri partner esterni, come clienti e fornitori, per poter essere sinergici nel raggiungere risultati ottimali di sostenibilità, sia economica che sociale. Per quanto riguarda i nostri clienti, forniamo loro un servizio di consulenza di lean packaging dedicato, per creare imballi su misura per le loro esigenze, così da ottimizzare le quantità di materiali utilizzati e cercare di ridurre al minimo gli scarti. Inoltre, il ricorso a misure di imballi consone al prodotto permette di ottimizzare l’ingombro dei carichi andando a ridurre il numero di consegne necessarie, il che si traduce in un risparmio economico ed in una riduzione delle emissioni inquinanti.

Con i nostri clienti e fornitori, siamo impegnati nella scelta di materie prime che derivino da fibre vergini e riciclate provenienti da foreste controllate (FCS) e libere da controversie. Per questo, investiamo anche sulla formazione e sensibilizzazione del nostro personale addetto agli approvvigionamenti ed alle vendite, così che operino in linea con i nostri obiettivi. Cerchiamo di ricorrere preferibilmente, ove possibile, all’utilizzo di fibre riciclate, studiate ed ottimizzate per avere prestazioni elevate, così da ridurre il ricorso a fibre vergini.

Inoltre, abbiamo siglato il “Manifesto della Sostenibilità e della Crescita per le imprese italiane”, promosso dai Giovani Imprenditori di Confindustria ed Unilever Italia, rispondendo prontamente alla call to action del Ministero dell’Ambiente. Un passo importante e concreto in tempi in cui parole come “green economy” e “circular economy” sono inflazionate.

 

Parlaci del “Manifesto della Sostenibilità e della Crescita per le imprese italiane”

Il Manifesto si articola in 10 obiettivi-guida: 5 principi metodologici e 5 obiettivi di sostenibilità. Esso richiama le imprese al loro ruolo di protagoniste nell’importante cambiamento verso l’adozione di una logica sostenibile, ricordando loro la forte funzione innovatrice e di impronta sociale. Sottoscrivendo il Manifesto, ci siamo impegnati pubblicamente a dare il nostro contributo per realizzare la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, deliberata dal Ministero dell’Ambiente in linea con quanto richiesto dall’Unione Europea. Dobbiamo dare il buon esempio, confermando ancora una volta il nostro credo in una crescita sostenibile a salvaguardia dell’ambiente per le generazioni future.                                                                                                              

Site soci di COMIECO e parte del Consorzio Nazionale (CONAI) per il recupero degli imballaggi a base Cellulosica, che rappresenta un’eccellenza in termini di studi e riciclo delle materie, in particolare carta e cartone.

Il Consorzio mira al raggiungimento degli obiettivi nazionali di recupero e riciclo degli imballaggi in carta e cartone fissati dalle normative europee di settore. Ogni anno, promuove diverse iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, e non solo, come “Riciclo aperto” cui siamo fieri di aver partecipato ed aver dato il nostro contributo. Questo progetto era rivolto agli alunni delle scuole della zona per mostrare loro il valore industriale del riciclo di carta e cartone ed educarli ad un uso consapevole delle risorse e nella raccolta differenziata. Le attività del Consorzio comprendono anche studi mirati alla realizzazione di imballaggi sostenibili in un’ottica ottimizzata. Questi studi sono a disposizione di noi addetti al settore e ci consentono di essere sempre aggiornati.

 

Pensi che i Millennials siano i più attenti all’ambiente?  

Personalmente, sono concorde con quanto rivelato dai recenti studi secondo cui i Millennials sono consumatori consapevoli che vanno al di là dello scopo dell’oggetto, prestando attenzione all’impatto ambientale. Sono attenti alla salvaguardia dell’ambiente e perciò prediligono packaging e prodotti ecosostenibili, da fonti rinnovabili o riciclate.

 

Dallo studio “Think Sustainability è emerso che i Millennials sono anche disposti a pagare di più per averli. Tendenza confermata anche dallo studio di Bain&Company, “The next wave of change”.

Link da collegare: [http://www.ilsole24ore.com/art/moda/2016-07-01/sostenibilita-primo-posto-i-giovani-consumatori-132233.shtml?uuid=ADMaKKl]

 

Sebbene io appartenga alla generazione precedente (di poco!) credo che sia fondamentale questa consapevolezza diffusa tra le giovani generazioni, poiché saranno i leader del domani.

 

Cos’è il Neurodesign? La tua azienda lo utilizza per ideare i prodotti che realizzate.

Il “Neurodesign” è la nuova frontiera del packaging e product design. Esso vede designer e neuroscienziati cognitivi lavorare insieme, unendo le loro conoscenze e competenze per realizzare un packaging di successo. L’attenzione è focalizzata sulla realizzazione di un packaging che unisca aspetti legati alla sfera visiva, fisica ed emotiva, che siano allettanti per il cervello umano. Gli esperti del nostro team di prodotto ricorrono spesso a scelte basate sui fondamenti del Neurodesign per riuscire ad anticipare le risposte dei consumatori ed essere così in grado di creare packaging di successo. I consumatori odierni sono sottoposti a continui stimoli ed è quindi fondamentale sapere su quali aspetti far leva per poter influenzare le loro scelte di acquisto.

 

Ci fai degli esempi di Neurodesign?

Per un nostro prestigioso cliente abbiamo realizzato una scatola con un rivestimento in grado di conferire un piacevolissimo effetto al tatto che rendeva immediatamente riconoscibile il brand. Inoltre, anche la sfera visiva era coinvolta grazie ad un sapiente uso dei colori. Per un altro cliente, che voleva lanciare una linea di prodotti dedicata all’e-commerce, abbiamo realizzato un set di scatole ad hoc. La grafica ed il design sono stati pensati proprio per fare leva su più sensi; si tratta infatti di una scatola che, a prima vista, sembra la classica scatola marrone, ma una volta aperta svela un’esplosione di colori. La scatola riportava anche delle scritte con cui il brand si indirizzava direttamente al consumatore.

 

 

Credi che applicando tecniche del Neurodesign nel packaging si possa trovare una soluzione anche per consumare meno materie prime ed aiutare l’ambiente?

Il Neurodesign permette di unire un uso responsabile ed ottimizzato delle materie prime con un design studiato per creare nel consumatore un’emozione positiva che ne influenzi la customer experience e lo fidelizzi al brand. Un packaging realizzato su misura permette di usare la giusta quantità di materiali, senza incorrere in uno spreco inutile. Il cartone ondulato è l’emblema dell’economia circolare per sua natura. Esso è infatti riciclabile al 100%, biodegradabile e prodotto da fonti rinnovabili. Il cartone ondulato si presta ad essere riciclato e riutilizzato in diversi modi. Spesso le fibre riciclate costituiscono l’88% della materia prima con cui saranno realizzati i nuovi imballi.

L’economia circolare è un trend in crescita che punta all’adozione di un modello di business rigenerativo. Essa, partendo da una progettazione ecologica dei materiali lungo tutto il ciclo produttivo, mira ad azzerare i rifiuti e ridurre al minimo l’impatto ambientale. Si tratta di un nuovo paradigma di business sostenibile ed innovativo che ridurrà gli sprechi ed anche i costi.    

 

Parliamo anche di contraffazione, visto che va di pari passo con la salute. Molte volte si acquistano cibi e bevande, ma anche medicinali on line, che arrivano da Paesi che non hanno standard di controlli adeguati, mettendo a rischio la salute.

Come può un packaging adeguato aiutare nel contrastare questo rischio?

La contraffazione è una minaccia globale che causa danni e perdite da miliardi di euro. I prodotti contraffatti sono molteplici, quasi del tutto identici agli originali! Per questo, a maggior ragione, bisogna far sì che il consumatore si possa fidare di quello che c’è nella scatola che acquista, sia che acquisti in negozio sia che acquisti online. Attraverso l’adozione di soluzioni di smart packaging e la protezione dei marchi è possibile limitare i danni ed assicurare al consumatore un prodotto originale e di qualità. L’ultimo ritrovato tecnologico è l’RFID (dall’inglese Radio – Frequency IDentification, in italiano Identificazione a Radiofrequenza). Si tratta di una tecnologia per l’identificazione e memorizzazione automatica di informazioni inerenti oggetti, persone o animali. Questo circuito consente di memorizzare i dati tramite particolari etichette elettroniche. Queste etichette possono essere interrogate a distanza con appositi “lettori” fissi o mobili. Ciò rende possibile non solo la tracciabilità del pacco, ma anche la verifica del suo contenuto durante l’intera filiera logistica. Inoltre, con l’adozione dell’identificazione a radiofrequenza è possibile evitare di riportare loghi o informazioni direttamente sulla scatola, cosa che nel settore del lusso è molto apprezzata poiché è un ulteriore deterrente per i ladri. Il poter evitare di riportare i dati relativi a mittente e destinatario da un valore aggiunto in fatto di privacy.

 

Ci sono anche altri sistemi per proteggere la nostra sicurezza?

Si possono scegliere sistemi di apertura facilitata, ma ben saldata, con l’applicazione di etichette dotate di tecnologia NFC. NFC è l’abbreviazione di Near Field Communication, che si può tradurre come “comunicazione in prossimità”, ed è una tecnologia capace di mettere in comunicazione due dispositivi, situati a breve distanza l’uno dall’altro, in modalità senza fili, in grado di verificare se il prodotto è stato già aperto semplicemente avvicinando lo smartphone. Questo garantirà l’autenticità del prodotto e consentirà anche una comunicazione diretta con i consumatori tramite un’app apposita.

 

Parliamo che di smart packaging?

Ci sono anche soluzioni legate alla personalizzazione ed alla stampa. Ad esempio, si può ricorrere alla stampa del codice a barre direttamente sulla scatola. La stampa della codifica esterna permetterà di tracciare il prodotto senza dover aprire la scatola. Per quanto riguarda gli accorgimenti legati alla personalizzazione, i più utilizzati sono la realizzazione di una fustellatura per l’apertura dell’imballo assieme all’applicazione di un nastro biadesivo sull’apertura. Tali accorgimenti rendono possibile l’apertura della scatola una sola volta ed assicurano di poter immediatamente verificare eventuali tentativi di furto. Questi sistemi di apertura intelligente alla Botta Packaging li applichiamo in particolare alle scatole destinate all’e-commerce.

È molto importante che i consumatori possano distinguere gli originali dai falsi così da potersi difendere e tutelare. Le soluzioni di smart packaging sono un valido alleato nella lotta alla contraffazione.

 

L’intervista di Barbara Molinario a Lara Botta, “Quanto ne sai di Packaging Ecosostenibile?”, è disponibile su Quale Impresa Marzo – Aprile 2018.

Leggi qui tutte le nostre interviste.

3 responses on “Quanto ne sai di Packaging Ecosostenibile? Intervista a Lara Botta

  1. giampiero ha detto:

    Ciao Laura come ti ho scritto sono molto interessato all’argomento e ti faccio i complimenti per l’intervista.
    Sono anche io un confindustriale sono stato presidente di Confindustria Campania e membro di Giunta.
    Mi farebbe piacere entrare in contatto con te

  2. […] Leggi l’intervista completa su Road to Green! […]

  3. […] materiale innovativo è forte, resistente al calore, leggero; perfetto dunque per sostituire gli imballaggi altamente inquinanti, derivanti dalla lavorazione del […]

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