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Il Biscottificio Lazzaroni punta sul capitale umano

Lazzaroni

Il Biscottificio Lazzaroni punta sul capitale umano

 

Road to Green 2020 è sempre alla ricerca di best practice a favore della valorizzazione del capitale umano. Ci piace promuovere le iniziative a riguardo, diffuse dagli umanisti di grandi aziende. Vogliamo mettere in risalto le grandi fabbriche che portano al loro interno un’innovazione fondamentale per il fatturato: mettere al centro la persona, il dipendente, e non il prodotto.
 
A farci chiarezza sulla questione è Cinzia Turli che dichiara: “Poniamo una particolare attenzione al capitale umano, con una sfida che vede una relazione dove la cura del dipendente deve corrispondere al miglioramento e aumento capitale economico e del fatturato. Lazzaroni ci è riuscita in pochi anni passando da 20 milioni a 50 milioni di fatturato. […] Questo successo è dovuto sicuramente dalla relazione in termini di comunicazione che l’azienda ha stabilito con il suo personale“. 
 
Questa è la prima delle iniziative che il Gruppo di Lavoro Made in Italy ha realizzato in occasione dei Consigli Centrali itineranti, una serie di visite aziendali nelle eccellenze del made in Italy. Per questo primo appuntamento è stata organizzata un’interessante visita, fortemente voluta dal Presidente del Gruppo di Lavoro Susanna Moccia, alla Dolciaria Lazzaroni.
 
Una ditta leader, prima tra le imprese italiane a industrializzare la produzione di biscotti ma capace di sviluppare processi innovativi e processi costanti. La ditta Lazzaroni, vanta una storia di tutto rispetto: ha iniziato la commercializzazione dei biscotti a partire dal 1888, anche se la prima attività imprenditoriale risale agli inizi del Settecento.
 
Inoltre produce anche i famosi Amaretti di Saronno, gli unici portatori di questo nome essendo un marchio registrato.
L’importanza nazionale della dolciaria Lazzaroni ci viene fornita anche dalle sue famose e originali scatole di biscotti. Questi contenitori sono citati in varie testimonianze della letteratura italiana, come ad esempio “Il catino di zinco” di Margaret Mazzantini del 1994. Presenti anche nel Commissario Montalbano, che riceve un pacco in anonimo contenente proprio una scatola di latta Lazzaroni, con la scritta “Fornitori della Real Casa“, un ambito di riconoscimento importantissimo, che nell’Italia monarchica veniva conferito solo ai produttori che avevano l’esclusiva di fornitori della corte di Casa Savoia.
 
Il Presidente Interregionale GI Centro Confindustria Giammaria De Paulis intervista per noi Cinzia Turli, che ci racconta la filosofia della centenaria azienda dolciaria Lazzaroni.
 
Curiosi di saperne di più su questa azienda e sulla sua filosofia di lavoro? Per seguire tutta l’intervista cliccate qui:

 

 

Editor:  Francesca Giannunzio

 

 

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