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Vesuvio, il punto della situazione sugli incendi

Vesuvio, il punto della situazione sugli incendi

 

Centinaia di persone evacuate dalle zone limitrofi, parchi nazionali ormai ridotti a degrado e cenere, aria irrespirabile. Sono questi i primi risultati di un bilancio davvero disastroso dell’ultimo grande disastro naturale che ha colpito il mezzogiorno. Ma non è stata la natura.

 

 

Tutto ha inizio martedì mattina, un fumo denso si alza dal Vesuvio, Napoli si sveglia nel terrore. Stavolta però il vulcano, fanno sapere, non c’entra. Sembra che anche stavolta la natura non centri con la disgrazia. I soccorsi riferiscono che gli incendi sono di fattezza dolosa. I roghi divampati alle pendici del vulcano sono di origine umana, non è quindi un eruzione improvvisa come quella di appena un mese addietro.

Stavolta sono gli uomini che bruciano il Vesuvio fa sapere l’ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino.

Nell’ultima settimana numerosi sono stati gli incendi registrati sui confini del parco nazionale, si contano infatti all’incirca settanta ettari di territorio bruciato. Una tragedia naturale che ha rischiato anche di diventare un ecatombe se non si fossero evacuati tutti gli abitanti delle zone circostanti.

I carabinieri hanno potuto costatare come gli incendi fossero di natura dolosa. La dimostrazione è data dal fatto che i focolai principali sono nati nel ventre della vegetazione, nel fitto della boscaglia, lontano quindi dalle strade dove sarebbe più naturale che si sviluppassero simili roghi.

 

 

C’è anche un altro motivo celato dietro l’ipotesi di dolo, una motivazione che spesso negli ultimi giorni giornali e tv hanno omesso e che secondo molti sarebbe la più accreditata per spiegare una simile attività criminale. Alcuni hanno espresso preoccupazione e affermato che i roghi potrebbero essere la risposta alle attività del parco; ultimamente incentrate molto al contrasto dell’abusivismo edilizio. E’ da poco in vigore infatti un piano che ordinerebbe la demolizione degli immobili edificati illegalmente nella zona.

Da anni si denuncia la negligenza della regione Campania specie in merito agli inadempimenti per quanto riguarda la sicurezza dei boschi. Poco è stato fatto per la prevenzione degli incendi boschivi, ed ora come è inevitabile che sia ci sono stati 2 km di lingua di fuoco a tagliare il parco. A patire le tragiche conseguenze ora anche Basilicata e Puglia che vedono i fumi tossici oscurare il cielo.

Editor: Michael Singleton

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