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Cos’è il metodo Kaizen e come potrebbe cambiarti la vita

11.07.2017
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Cos’è il metodo Kaizen e come potrebbe cambiarti la vita

 

Se è vero che per coltivare il passo più importante è la semina allora per iniziare un nuovo percorso di vita, l’inizio potrebbe essere cambiare le nostre prospettive, adattarle in meglio ad una nuova apertura mentale e fisica; perché in fin dei conti un piccolo passo può cambiarti la vita.

Ultimamente molte testate stanno parlando del metodo Kaizen, che arricchito da credenze giapponesi sempre più in voga nel mondo occidentale è tornato in auge dopo aver riscoperto un rinomato interesse negli Stati Uniti.

Il metodo Kaizen è originario del secondo dopoguerra. Il Giappone è un paese colpito da due bombe atomiche, un popolo in ginocchio, stremato dalla fame e dalla miseria. Agli americani interessa che il Giappone torni una popolazione attiva, uno stato dove investire e creare profitto.

La soluzione degli anni addietro viene introdotta con un investimento per migliorare l’efficienza dell’industria con lo scopo di migliorare la prospettiva di vita. L’investimento però non è di tipo pecuniario, consiste infatti in un pensiero, una prospettiva di costante miglioramento per la propria personale determinazione, lento e graduale.

Da qui Kaizen, da Kai (cambiamento) e Zen (migliore). Ovvero il cambiamento per il meglio.

Il principio base del metodo Kaizen è uno: concentrarsi sull’inizio, perché in fondo iniziare è la prima vera sfida. Inevitabilmente da qualche parte bisogna sempre cominciare il nostro percorso verso qualcosa che ci interessa e che vogliamo davvero, obbiettivamente però non sempre è facile.

Il professor Robert Maurer rivelatosi nuovo pioniere della disciplina del Kaizen consiglia di esercitarci nel quotidiano, porci dunque delle domande semplici per chiarirci e ricordarci in maniera esplicita cosa vogliamo da noi stessi e dalla nostra vita. Qual è dunque il primo passo da fare? A volte per aiutarci è necessario confrontarsi con qualcuno che può capirci, conoscerci bene. Che possa spiare i noi i vaghi tentativi di fuga, come ad esempio porre o pensare obbiettivi in maniera poco chiara e dunque aiutarci a far luce nella fitta nebbia.

Uno dei principali segreti del Metodo Kaizen infatti è questo: il primo passo deve essere divertente, piccolo e quasi banale. Volete smettere di fumare, ma non riuscite a convincervi? Semplice, diminuite un po’ per volta l’assunzione tagliando un piccolo trancio della sigaretta. Occhio perché il primo passo è quello più importante, dev’essere infatti poco azzardato. Il primo passo dev’essere piccolo!

Da qui la strada è in discesa, l’importante è non “strafare” all’inizio, come dice il dottor Maurer: “il vostro cervello non avrà superato tutte le resistenze e quindi vi incoraggerà ad accelerare. Se dovesse capitarvi di temere quell’attività o di cercare scuse per non svolgerla, significa che dovete ridimensionare i passi”.

Perché come dice un vecchio detto giapponese; un viaggio di mille miglia inizia con un piccolo passo.

Editor: Michael Singleton

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